Centri di ricerca, Febbo: Approvare immediatamente la Legge del Centro Unico

????????“Portare con somma urgenza in Consiglio regionale la nuova Legge già pronta dalla scorsa legislatura per unificare il Cotir il Crab e il Crivea, altrimenti questo esecutivo regionale decreterà la morte della ricerca agroindustriale e agroalimentare in Abruzzo”. Questo il commento del presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo.

“Dopo un anno e mezzo – denuncia Febbo – di sole promesse e chiacchiere le maestranze e i ricercatori del Cotir, del Crab e del Crivea versano ancora in una situazione insostenibile con il serio rischio questa volta che si arrivi al default di questi Centri di eccellenza. Dopo un anno dalla nomina da parte di D’Alfonso di un collegio di liquidatori con il compito di traghettare i tre Centri in un unico Ente di ricerca a oggi nulla è stato svolto. Inoltre non sappiamo neanche cosa hanno prodotto i liquidatori e quali azioni hanno intrapreso per scongiurare la loro definitiva chiusura. Pertanto sarà mia premura convocare al più presto in Commissione Vigilanza i liquidatori per conoscere, se corrisponde al vero l’interessamento di una multinazionale e a quali condizioni economiche soprattutto per i dipendenti, il motivo del ritardo della Legge del Centro unico e quali risorse economiche la Regione Abruzzo e l’assessore Pepe intendono utilizzare urgentemente per le mensilità arretrate. Peraltro i liquidatori continuano  ad opere scelte gestionali che accrescono preoccupazioni e problematiche circa i fondi del PSR, misura 124, in quanto anziché occuparsi dei pagamenti che permetterebbero il rilascio di Durc in regola, quindi avere accesso a detti fondi, si preoccupano  di responsabilità di cui precedenti amministratori invece si erano fatti carico. Credo che – conclude Mauro Febbo – dopo avere accusato di incapacità e di immobilismo la precedente amministrazione, qualcuno dovrà spiegare al comprensorio Vastese e a quello Marsicano come mai questa Giunta regionale di centrosinistra porta avanti una politica di mortificazione e di censura nei confronti di territori da sempre strategici e fondamentali per l’agricoltura regionale”.

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